A quickly updating (English version)

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Hello everybody,

I am so happy to notice that the blog is getting popular and I am even more happy that people like it.

In this moment I amwriting from a library in Alice Spings, in the hearth of the Outback; I am traveling with two really young backpackers ( 19 and 20 year old, because of the difference age I kindly asked them to call me “uncle”): a girl from Italy, Caterina and a guy from France, Meryl. Continua a leggere

Un veloce aggiornamento

ImmagineCiao a tutti,

sto notando con tanto piacere che il blog sta diventando sempre più seguito e ancor con più piacere sto scoprendo che piace pure; “I’m so happy of that”.

In questo momento vi sto scrivendo da una biblioteca di Alice Springs, nel cuore dell’Outback; sono in viaggio nel deserto da Adelaide a Darwin in vancon due giovanissimi backpackers (19 e 20 anni, in virtù della differenza di età ho preteso che mi chiamassero zio): una ragazza italiana, Caterina ed un ragazzo francese, Meryl. Continua a leggere

“Avanti e a destra” (English Version – “Forward and then right”)

During the last days my blog had his moment of glory because of my interview on Radio DeeJay, a really popular italian radio.

Click here to listen (The interview starts at 28th minute)

(* During the interview a made a couple of gaffes, instead of saying “I work a bit, save some money  and then I move on to another place” because of the emotion, mistakely I said (in italian) “I work a bit, save some money and then I go forward and right” (this because I was translating my thoughts from English to Italian, really funny, but sometimes I think in English even if I am speaking in Italian) so the Radio Presenters start to kid me around and saying that if I go forward and then right at the end I will get always to the same point) Continua a leggere

“Avanti e a destra”

Negli ultimi giorni il mio blog ha vissuto il suo momento di popolarità grazie alla mia intervista su Radio DeeJay.

Per ascoltare clicca qui (L’intervista parte al minuto 28)

Ero a Melbourne a ritrovare Salvatore un anno dopo l’inizio della mia avventura e mi è squillato il telefono: era Chiara Carse, centralinista del programma “The Network” che mi raccontava che nella puntata odierna di parlava di sogni realizzati all’estero e mi chiedeva se ero interessato a raccontare la mia storia in diretta.

In pochi minuti, nemmeno il tempo di mettere ordine ai pensieri e ai momenti di 13 mesi vissuti intensamente che mi sono ritrovato per la prima volta nella vita a raccontare la mia storia australiana a milioni di italiani. Continua a leggere

A new start (English Version)

Here I am, writing on my blog after long … really long time, because when you live your life travelling, days and months last longer, I guess last time I wrote it was last June or last july, in a normal life would be around 3 years ago!

Last time I was writing from the deck of “The Northern Greenhouse”, my home in Cairns, in this moment I am writing from an empty 6 bed dorm of unknown hostel in Hobart: the capital of Tasmania.

I came here to conclude my experience in the State Isle, a place far away from the continent that I would compare to the Italian Sardinia just because the Tassies call Australia “The Mainland” as Sardinians call the Italian peninsula “Il continente” (The continent).

Many Tassies have never been to the Mainland and they don’t care at all to go there, for them Tasmania it’s just Tasmania and not part of Australia; I don’t take any position about this matter, the only I can say is that I spent 3 wonderful months here. Continua a leggere

A New Start

Eccomi a scrivere sul blog dopo tanto …anzi tantissimo tempo, sì perchè quandovivi in viaggio i giorni e i mesi durano di più, l’ultima volta che ho scritto credo sia stato a giugno o luglio scorso, che in una vita ordinaria corrisponderebbe a circa 3 anni fa!

L’ultima volta vi scrivevo dal “deck” del Northern Greenhouse di Cairns, la “mia casa” a Cairns, ora invece vi sto scrivendo da una dormitorio per 6 persone ma completamente vuoto di un ostello qualsiasi a Hobart, capitale della Tasmania.

Sono finito qui giusto per concludere la mia esperienza nello “stato isola” della Tasmania, un posto distaccato dal continente che paragonerei alla nostra Sardegna, per il fatto che i “Tassie” (soprannome degli abitanti della Tasmania) chiamano l’Australia la “Mainland” così come i sardi chiamano la penisola “il continente”. Continua a leggere

Incontri ravvicinati

Cartello di avvertimento posizionato sul super trafficato lungomare di Cairns

Quando presi la decisione di partire per l’Australia sapevo di andare in una terra selvaggia e assassina. Ricordo che prima della partenza ogni domenica sera su Italia 1 trasmettevano “Wild”, un documentario sulla natura selvaggia, condizioni di vita estreme in deserti, giungle e foreste e a fine puntata sfilavano persino la classifica degli animali più pericolosi al mondo.

Una Top Ten stile Top of the Pops , poi dettagliata a seconda dei generi: i 10 serpenti più velenosi al mondo, oppure i 10 ragni più letali al mondo, ecc…

Più dell’ottanta per cento delle specie animali più letali al mondo si trovano qui in Australia, in terre nemmeno tanto selvagge!

L’animale più pericoloso al mondo vive nelle acque del Queensland, a circa 700 metri da dove vi sto scrivendo. E’ la medusa cubo, la protagonista del film “Sette Anime” con Will Smith, film diretto dall’italiano Gabriele Muccino, un animale privo di sistema nervoso, il cui veleno è capace di uccidere una persona in soli 2 minuti. Una volta sfiorati casualmente dai suoi tentacoli, le speranze di sopravvivenza sono praticamente nulle.

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Are you the driver?

Oggi vi racconto come può essere imprevedibile e divertente trascorrere un sabato sera a Monbulk, il piccolo paese nel quale vivo da 2 mesi in Australia.

Monbulk, secondo le stime ufficiali del Governo Australiano, conta una popolazione di 2715 abitanti, altrettanti pappagalli, qualche uccello mai visto prima in vita mia, un opossum che vive nel nostro giardino e qualche serpente.

La ridente cittadina si trova a Nord- Est di Melbourne in una zona chiamata Yarra Valley; questa regione agricola del Victoria, che si estende per ben 2500 km di verde, è molto famosa per la produzione di buon vino.

La Yarra Valley è abitata da molti australiani di origini europee, in prevalenza italiani ed olandesi i cui genitori sono immigrati in Australia dopo la Seconda Guerra Mondiale ed attualmente gestiscono il business del succitato vino e dei fiori.

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Pugliesi nel Mondo

Le orecchiette - tipo di pasta tipico della regione Puglia

Oggi, in concomitanza della festa delle Mamma e, ancor più importante, il compleanno della mia mamma, ho registrato la più alta concentrazione di pugliesi in Australia: 3 persone!

Riconosco che il numero non è alto, ma non è la quantità che conta bensì la qualità.

Di chi sto parlando?

Giuseppe,  noto ai lettori del blog. Ventisettenne nativo di Altamura,provincia di Bari, ingegnere globetrotter perso per le strade del Mondo!

Alessandra, giovane laureata in lingue di Trani, dai begli occhi verdi. “Emigrata sentimentale”: ha seguito il suo fidanzato australiano a Melbourne. Attualmente insegna italiano a Melbourne.

Filomena, avventuriera giornalista di Carpino, piccolo paesino sul Gargano! E’ sulle tracce di pugliesi emigrati ed aborigeni. Cosa avranno in comune i pugliesi emigrati e gli aborigeni australiani non mi è dato saperlo.

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Qing fei de yi


Il cast della celebre serie Meteor Garden

A chi non è mai capitato di avere una canzone per la testa e canticchiarla per tutto il giorno?!

A me spesso! Quasi tutti i giorni!

Mi sveglio la mattina e la canzone è già nelle mie orecchie! Alterno canzoni del tipo Sere Nere di Tiziano Ferro, Laura non c’è di Nek o Più bella cosa non c’è di Eros Ramazzotti,ecc… a versi come “E poi ci incontreremo come le star a bere del whisky a roxy bar oppure non ci incontreremo mai …”, “Dind a sta cell nun ce voglio stà, pnzan prim ecc…”

Perdonatemi per la qualità musicale delle mie canzoni, ma non le scelgo di proposito, s’impossessano della parte musicale del mio cervello senza che me ne accorga. Il risultato e che sono costretto a cantarle per tutto il giorno ovunque: in casa, in treno, a piedi per strada, a lavoro, sotto la doccia!

Purtroppo devo ammettere che ultimamente la situazione è degenerata ulteriormente. Continua a leggere