Pugliesi nel Mondo

Le orecchiette - tipo di pasta tipico della regione Puglia

Oggi, in concomitanza della festa delle Mamma e, ancor più importante, il compleanno della mia mamma, ho registrato la più alta concentrazione di pugliesi in Australia: 3 persone!

Riconosco che il numero non è alto, ma non è la quantità che conta bensì la qualità.

Di chi sto parlando?

Giuseppe,  noto ai lettori del blog. Ventisettenne nativo di Altamura,provincia di Bari, ingegnere globetrotter perso per le strade del Mondo!

Alessandra, giovane laureata in lingue di Trani, dai begli occhi verdi. “Emigrata sentimentale”: ha seguito il suo fidanzato australiano a Melbourne. Attualmente insegna italiano a Melbourne.

Filomena, avventuriera giornalista di Carpino, piccolo paesino sul Gargano! E’ sulle tracce di pugliesi emigrati ed aborigeni. Cosa avranno in comune i pugliesi emigrati e gli aborigeni australiani non mi è dato saperlo.

L’incontro è stato voluto dall’intraprendente giornalista che qualche giorno fa ha pubblicato su facebook un appello chiedendo disperatamente aiuto nella ricerca di giovani cervelli in fuga dalla Puglia in Australia.

Letto il commovente appello, mi sono sentito chiamato in causa. Da gentil’uomo, quale sono, ho risposto:” Sono un pugliese in fuga, teoricamente anche un cervello”.

L’oggetto dell’incontro era un progetto fotografico promosso dai “Pugliesi del Mondo” al quale Filomena sta lavorando. Il mio compito e quello di Alessandra era semplicemente di posare come “modello” per alcune fotografie.

Durante gli scatti la mia preoccupazione era rivolta ai miei capelli. Appena due giorni prima mi ero sottoposto ad un esperimento: il primo taglio di capelli effettuato sulla mia testa da una parrucchiera asiatica.

Il risultato è stato un doppio taglio, ossia i capelli me li ha dovuti tagliare due volte; prima il giovedì e poi il venerdì appresso.

Il rapporto con i barbieri diversi dal mio di fiducia (approfitto dell’occasione per salutare Nicola e ricordargli che siamo Campioni d’Italia 2011) e specialmente stranieri è sempre stato tragico, dal primo, il barbiere gay di Santander che si avventurò in un coraggioso ed inutile tentativo di flirt, all’ultimo qui in Australia.

Quest’ultima esperienza è stata davvero traumatica, appena terminato il taglio mi sono guardato allo specchio e ho detto:”Assomiglio a John Ming” (il mio ex coinquilino coreano).

Con quel taglio assomigliavo a Hidetoshi Nakata, il calciatore giapponese che ha vestito, tra le altre, le magliette di Perugia e Roma. Salvatore, il mio coinquilino italiano, ha cercato in un tutti i modi di consolarmi dicendo che stavo bene, ma in un momento di lucidità mi ha rivelato con il suo accento campano: “M’ par nu cines” (traduzione: hai le parvenze di un cinese).

Si dice che “errare è umano perseverare è diabolico” però non convinto affatto del taglio alla Nakata, ho chiesto un secondo taglio optando per un più semplice e basilare taglio corto.

Risultato?! La mia testa sembra una palla ricoperta da peli tutti di uniforme lunghezza!

Ritornando all’incontro, eravamo, secondo le affermazioni della giornalista, ora anche fotografa, due dei pochi esempi della nuova generazione di emigrati pugliesi in Australia.

Prima degli scatti professionali sulle sponde dello Yarra River abbiamo bevuto un cappuccino e discusso un po’, raccontato le nostre esperienze ed espresso le nostre opinioni sull’Italia ieri ed oggi, sull’Australia oggi e domani.

Tutti e tre eravamo d’accordo che l’Italia resta sempre il Bel Paese, la nazione più ricca di storia, arte e cultura al mondo, ma che da qualche tempo, forse molto, vive in uno stato di coma vegetativo, spero non irreversibile.

Ovviamente non tutti i problemi sono riconducibili ad una sola persona, bensì alla società attuale che negli ultimi anni si è ispirata a modelli che la TV spazzatura ogni giorno ci propina.

Se prima eravamo il Paese di Leonardo da Vinci, Dante e Michelangelo, oggi ci dobbiamo accontentare di essere il paese di Lele Mora, Fabrizio Corona ed Emilio Fede.

Incontri come questi sono sempre interessanti, è davvero un piacere conversare ragazzi provenienti da piccoli paesi di provincia.

L’atmosfera è quella delle riunioni degli “incompresi di provincia”; ossia quelle persone che nel proprio paesino agli occhi dei tanti appaiano un po’ pazze, incoscienti, perditempo, noiose, quelle a cui non faresti mai caso e specialmente non faresti mai caso a quello che dicono; diciamolo chiaramente: degli emarginati!

Fortunatamente la provincia è sempre più piccola rispetto a tutto ciò che sta attorno.

Motivo di orgoglio è stato per me scoprire che il mio Nokia (30 Euro) era più caro dell’Alcatel di Alessandra (ci teneva fortemente a precisarlo: 12 euro) e del Nokia di Filomena (ad occhio e croce 25 Euro).

Dico ciò perché a causa del mio telefonino sono stato preso per i fondelli dagli australiani in diverse occasioni, una volta persino da un settantenne campagnolo che mia detto: “Dove è andata a finire la mela del tuo cellulare?”.

A questo punto penso di aver aggiornato il blog. Vi saluto con la risposta che ho dato a Filomena quando mi ha chiesto se mi mancava o meno la Puglia:

“O Puglia, Puglia mia, tu Puglia mia, ti porto sempre nel cuore quando vado via, e subito penso che potrei morire senza te, e subito penso che potrei morire anche con te” (Vieni a ballare in Puglia – Caparezza)

Il taglio di capelli del venerdì. Da notare le infradito con le calze...

7 thoughts on “Pugliesi nel Mondo

  1. Matteo scrive:

    Eihlà Giusè, me li sarei fatti tagliare anch’io i capelli da quell’asiatica.
    Hai finito di fare il tacchino?
    Un saluto
    matteo

  2. Daniele scrive:

    Mi fai ammazzare dalle risate!

  3. ARAM scrive:

    prossimamente ci sarà un’altra pugliese in Australiaaaaa!!
    EVVIVAAAAAAAAAAAA

  4. railgods scrive:

    you are the best, le infradito con i calzini.. hahaahah

  5. Giada Leo scrive:

    ciao! da pochissimo seguo il tuo blog,e già ho perso un paio d’ore a leggere i tuoi (esilaranti) articoli, poco a poco li leggerò tutti! giacchè le “discendenze” sono simili ho deciso di scriverti. Sono anch’io della prov. di Bari, anzi, come direste voi altamurani, sono una “cul gnur”🙂 sono sicura che avrai inteso! a luglio mi sarò laureata in architettura, dal fantastico Poliba, a 24 anni appena compiuti. Dopo di che punto a sostenere l’esame di abilitazione professionale a novembre. Dopo di che vorrei mobilitarmi ad esplorare nuovi orizzonti, e l’Australia è il mio obiettivo/sogno. Ecco perchè, spulciando siti su varie questioni, sono inciampata (fortunatamente) nel tuo blog. Mi piacerebbe scambiare qualche info con te su ciò che si potrebbe fare lì, nel mio ambito professionale (quindi abbastanza simile a ciò che hai fatto), dopo le tue esperienze in Australia, semplicemente perchè sono molto confusa e sicuramente non troppo informata sull’iter da seguire: conseguire prima in italia lo IELTS (che mi son posta come obiettivo per quanto riguarda l’inglese), oppure farlo fuori; se fare prima esperienza nelle farm o in casa/famiglia o altro per ambientarsi e mettersi da parte qualcosina oppure se puntare direttamente a cercare lavoro/etto presso studi o ancora master universitari per cominciare ed arricchirsi il CV con roba connessa ai miei studi. Spero che avrai il tempo (e la voglia) di rispondermi, magari anche con calma via mail poi si vede! Ciao ciao “ciamba ciamba”😀

    • giuseppelop scrive:

      Di Santeramo sei?! Un mio carissimo amico è assessore lì, abbiamo studiato 5 anni assieme; una delle persone più in gamba che ho mai conosciuto! Il tuo messaggio mi riporta alla mente i miei anni al Poliba; ti parlo della mia esperienza: il mio obiettivo è sempre stato quello di avere una formazione culturale/professionale più ampia ed internazionale possibile; una sorta di Erasmo da Rotterdam degli anni due mila pertanto durante l’Università ho fatto l’Erasmus in Spagna; da neo laureato il Leonardo in Inghilterra. Poi non mi ha fermato più niente e nessuno! Quindi cerca di sfruttare i contatti e i programmi che l’Università organizza in primis!

      • giada scrive:

        grazie dei consigli! anche io pensavo, dopo la laurea / esame di abilitazione, di intraprendere un progetto leonardo all’estero, penso sia comunque un inizio, anche per i primi contatti… anche il mio obiettivo è quello di formarmi in modo “internazionale”, non riesco proprio a stare in questi confini mi sento molto stretta! Anche se inizialmente dovessi fare altro per ambientarmi ecc, magari poi si arriva a dove sei arrivato tu, nella parte del mondo che sogni e con un impiego legato alla tua formazione (complimenti per il lavoro, è un campo stupendo e assolutamente attuale e in continuo aggiornamento!). spero anche io un giorno di raccontare le mie esperienze come stai facendo tu, ancora tanti auguri🙂

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