Are you the driver?

Oggi vi racconto come può essere imprevedibile e divertente trascorrere un sabato sera a Monbulk, il piccolo paese nel quale vivo da 2 mesi in Australia.

Monbulk, secondo le stime ufficiali del Governo Australiano, conta una popolazione di 2715 abitanti, altrettanti pappagalli, qualche uccello mai visto prima in vita mia, un opossum che vive nel nostro giardino e qualche serpente.

La ridente cittadina si trova a Nord- Est di Melbourne in una zona chiamata Yarra Valley; questa regione agricola del Victoria, che si estende per ben 2500 km di verde, è molto famosa per la produzione di buon vino.

La Yarra Valley è abitata da molti australiani di origini europee, in prevalenza italiani ed olandesi i cui genitori sono immigrati in Australia dopo la Seconda Guerra Mondiale ed attualmente gestiscono il business del succitato vino e dei fiori.

Il sobborgo più importante della zona è Lilydale, che ha persino la stazione, poi, oltre a Monbulk, ci sono Silvan, Wandin, Emerald, Belgrave, ecc… (nomi sconosciuti anche a la maggior parte degli australiani) che messi assieme formerebbero una metropoli delle dimensioni di Poggiorsini .

Essendo l’agricoltura l’attività economica più diffusa nella regione è facile supporre che la gente del posto non sia molto formale e delicata negli atteggiamenti.

Nelle farm i lavoratori, anche i più giovani, sono abbastanza rozzi ed ignoranti, non è da loro che è consigliato imparare l’inglese da loro; giusto per rendere l’idea: Vi affidereste mai ad Antonio Cassano per imparare l’italiano?!

C’è da dire però che questi contadini australiani sono molto divertenti e soprattutto ospitali.

Ritornando però al sabato sera, devo premettere che dalle mie parti sta per iniziare l’inverno, la temperatura si aggira attorno ai 10 gradi e le precipitazioni sono molto frequenti, detto francamente: il tempo è una merda.

A questo si aggiunge il fatto che tutte le sere, weekend incluso, il paese è completamente deserto, nessun bar o pub aperto, solo una pizzeria d’asporto che alle 10 p.m. chiude i battenti!

Pertanto si fa presto a dire che di sorprese da queste parti non ne avvengano …

Io vi assicuro che non è così!

Sabato scorso io e Salvatore siamo stati invitati per una mangiata di carne a casa di Joe, un ex-tedesco, ora australiano, quarantesettene amico di Pieter il mio coinquilino olandese.

Joe, nella sua casa di campagna, ha realizzato un piccolo bar all’interno con barbeque e frigorifero sempre pieno di zeppo di birre e spesso invita i suoi amici campagnoli a serate che definirei a metà tra un addio al celibato e una cena tra operai.

Questa volta ho avuto l’onore di parteciparvi.

Il protagonista indiscusso della serata, oltre alla sorpresa finale, è stato Tran, un simpatico ragazzo australiano di ventitre anni nato e cresciuto nelle campagne australiane, che quindi rispecchia a pieno il prototipo del campagnolo australiano che vi ho descritto prima: poco aggraziato nei modi di fare, un inglese incomprensibile e con la lattina della birra sempre in mano.

Dopo essersi presentato Tran ci offrì subito da bere.

Salvatore chiese un bicchiere di vino, Pieter una birra ed io una Coca Cola. Alla mia richiesta il suo volto si impallidì e mi chiese: “Are you the driver?”

Io risposi di sì, ero abbastanza sicuro che ne Salvatore e ne Pieter avrebbero rinunciato a bere per poter guidare la macchina a fine serata, a questo punto fare il driver toccava a me.

Confortato dalla mia risposta Tran proseguì con la sua birra e io con la mia Coca-Cola.

Per la cena Joe aveva comprato un bel pezzo di beef dal peso di 8 kg e lo aveva fatto cucinare per 4 ore a fuoco lento; l’aspetto era molto invitante, l’unico problema è che lo aveva riempito di aglio, il che però ci tenne al riparo dai vampiri per tutta la notte.

Dopo i primi giri di birre , Tran era eccitato dall’idea di provare il regalo che aveva comprato per l’occasione. Si trattava di una confenzione con una trentina di chicchetti alcolici ai diversi gusti: cioccolato, pera, fragola, banana, ecc…

Iniziò ad offrire un chicchetto a tutti, giunto da me rifiutai cordialmente ribadendogli che avrei continuato a bere Coca Cola o acqua per il resto della serata.

Al mio rifiuto, un po’ perplesso Tran mi chiese: “Are you the driver?”

Un po’ stupito della stessa domanda che mi aveva già fatto qualche minuto prima gli ricordai di sì, e che gli spiegai che per me non bere alcolici durante una serata non costituiva una tragedia.

La serata continuava senza nessun sussulto e e feci conoscenza anche Dave, un amico di Joe, anche lui sulla quarantina, australiano di origini olandesi.

Dave mi raccontò che da poco aveva cambiato lavoro; dopo aver lavorato per 20 anni in una fabbrica di cioccolato a 46 anni aveva deciso di cambiare aria ed attualmente aveva 3 lavori: cameriere, insegnante di inglese e volontario in una casa di riposo. Ciò mi colpì molto, dimostrava il fatto che in Australia la gente di qualsiasi età non ha paura di rimettersi in gioco!

Finalmente arrivò il momento della carne, dopo una cottura di 4 ore era il momento di iniziare! La carne era già pronta nei piatti quando Tran sbucò dalla cucina con un carico di birre da distribuire, tutti presero l’ennesima lattina mentre io fui costretto ancora una volta a rinunciare all’offerta.

Al mio rifiuto Tran mi domandò: “Are you the driver?”

Per l’ennesima volta mi chiedeva se fossi io o meno il conducente della macchina!

Stavo già pensando al fatto che il tipo fosse rincoglionito, quando mi ricordai di un film che avevo visto qualche anno fa e che raccontava la storia di una ragazza che, a seguito di un incidente, soffriva di una malattia cerebrale che le causava la perdita della memoria a breve termine, e quindi ogni giorno dimenticava tutto ciò che le era accaduto il giorno precedente.

Che Tran non fosse affetto dalla stessa malattia?! La sua memoria era in grado di memorizzare le informazioni solo per qualche minuto?!

Il mio dubbio rimane ancora oggi!

La serata procedeva tranquillamente, quasi noiosamente, ormai ero un sobrio circondato da ubriachi che continuavano a bere fiumi di alcol; mi fermai a parlare di nuovo con Dave che mi raccontò che tra qualche settimana sarebbe partito per una vacanza a Bali, suggerendomi così l’ennesimo posto da visitare.

Ad oggi in lista di attesa ci sono: Sud America, Nuova Zelanda, Isole Fiji, Cambogia, Vietnam, Tailandia, Malesia, Singapore; poi le outsider: Hong kong, Giappone, India Cina e Dubai.

Prima della sorpresa della serata Dave mi confessò che dopo aver lavorato per 20 anni in una fabbrica di cioccolato da poco aveva cambiato mestiere… stavo iniziando a pensare che la perdita della memoria a breve fosse una malattia abbastanza diffusa in Australia quando Dave mi fece: “Ah già, questo te lo già detto!”

Quest’ultima frase mi fece tirare un sospiro di sollievo.

Giusto il tempo per un altro:” Are you the driver?” che in casa entrò una ragazza alta, magra, dai lunghi capelli neri ed anche molto carina con un piccolo trolley ed un’amica un po’ cicciotella che l’accompagnava; la ragazza venne accompagnata direttamente in una stanza nel retro.

Chiesi a Tran che cosa stava succedendo e lui mi disse: stasera assisterai ad un grande spettacolo. La ragazza con la valigia che era appena entrata era una spogliarellista; era stata chiamata da Tran per festeggiare il suo “ventesimo ventitreisimo compleanno dell’anno” ( Tran  è un po’ pervertito, è solito chiamare le spogliarelliste e ogni per giustificare l’evento racconta di festeggiare il suo compleanno; stasera stava festeggiando il ventesimo compleanno dell’anno).

Senza scendere nei particolari la ragazza eseguì uno show di 50 minuti indossando solamente due stivali in vernice nera, utilizzando la schiuma da barba e qualche altro oggetto… Tran, per via del suo “compleanno”, fu quello che godette di più dello show.

Tra l’altro era il festeggiato, tutte le attenzioni della dolce fanciulla erano rivolte su di lui, lo aveva fatto sedere al centro della stanza rendendolo il personaggio invidiato della serata.

A fine spogliarello completamente elettrizzato, a dorso nudo, cosparso di schiuma ed una scritta di color blù sulla schiena si rivolse da me e chiese:

“Are you the driver?”

(Il video è tratto dal film: 5o volte il primo bacio – USA 2004)

6 thoughts on “Are you the driver?

  1. TRANelli scrive:

    io non me la sarei fatta ripetere più di una volta quella dannata domanda… ma dico io con tutte le bevande che ci sono da qui alla Australia proprio quella marroncina ti dovevi bere???

    Stammi bene
    Divertiti

  2. giuseppelop scrive:

    Dopo che mi sono state suggerite alcune correzioni di italiano vi consiglio, oltre che da Cassano, di non imparare l’italiano nemmeno da me!

  3. Lino scrive:

    mi sono divertito un sacco a leggere questa tua esperienza di vita.. cassano avrebbe detto.. tu adà guidà?😉

  4. Manu scrive:

    Ciao, non ci conosciamo ma abbiamo la stessa voglia di curiosità… mi hai fatto ridere con il tuo racconto e sto visualizzando il giorno in cui sarò io lì in Australia con la mia famiglia…
    Manu

  5. Daniele scrive:

    …are you the driver?

    Scherzi a parte è davvero piacevole leggere i tuoi racconti e mi appassiono “capitolo dopo capitolo”. Ultimamente mi sta salendo una febbre di Australia che nemmeno immagini e sto cercando di farmi un’idea riguardo questo paese attraverso i blog.. La vita qui a roma è davvero stressante e pensa che facendo io l’autista di professione (i’m the driver!!), passo le giornate ad accompagnare persone all’aeroporto e fantastico un pó con loro cercando di migliorare l’inglese.. In ogni caso è un piacere leggere ció che scrivi!

  6. Arianna scrive:

    Non e` che potresti darmi l’indirizzo o il numero di telefono della farm dove hai lavorato?

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