Se avessi fatto …

… l’idraulico, il carpentiere, il meccanico, il pasticciere, ecc…

In Australia, ma non solo, questa sarebbe stata un’arma vincente.

L’Australia è una terra di opportunità, una nazione che ha risentito meno, rispetto alle altre, della crisi mondiali, dove gli annunci di lavoro riempiono pagine e pagine di giornali, siti internet e vetrine dei negozi.

Si ricercano parecchie figure professionali, di tutti i tipi, dal kitchen hand (il lavapiatti) al manager di azienda, la cosa è sorprendente!

Durante i miei mesi in Australia mi sono accorto di quanto troppo tempo abbia dedicato allo studio e quanto in realtà avrei dovuto dedicare all’apprendimento di un altro mestiere alternativo, non dico un lavoro salvagente, ma qualcosa che avrei potuto fare come hobby, come lavoro estivo o serale che mi qui in Australia sarebbe stato molto utile.

In realtà non è mai troppo tardi, infatti qualcosa me la son pur inventata, qui sono diventato pizzaiolo/pasticciere, ovviamente non stiamo parlando di un maestro pizzaiolo napoletano, quelli sono Pizzaioli con la P maiuscola, delle istituzioni, non stiamo nemmeno parlando di un pasticciere siciliano,  campano o pugliese esperto di cannoli, pastiere o “tette delle suore” (pasticcino tipico della mia città Altamura), ma comunque un apprendista cuoco che di impegno e passione ce ne mette tanta.

Quindi, mentre un neolaureato (forse nemmeno tanto neo) passa le giornate a percorrere la via crucis australiana bussando a portoni blindati per cercare un lavoro, tanti altri professionisti, non laureati ma altamente qualificati trovano i cancelli aperti e il tappeto rosso che li invita a prender parte alle “danze”.

La mia esperienza qui in Australia mi insegna questo.

Le mie ultime giornate australiane le ho passate con uno chef romano della mia età, 28 anni quasi 29, un talento, qualsiasi cosa lui metta sui fornelli, come un prestigiatore, la trasforma in un’autentica delizia, è stato capace di farmi mangiare capperi ed acciughe in un colpo solo, due ingredienti che generalmente detesto.

Tutti e due usciamo dall’ostello alla stessa ora con diverse destinazioni, lui ristoranti, io agenzie e studi professionali.

La sera ci ritroviamo a tavola a raccontare la giornata, il massimo che riesco a raccontare è una chiacchierata con un ingegnere che mi fornisce qualche consiglio e la constatazione che qui se voglio iniziare a fare qualcosa di serio, devo riprendere a fare “l’AutoCAD man” e tanti NO!

Lui invece mi racconta di aver ricevuto offerte in tutti i ristoranti in cui è entrato, offerte serie ed importanti, gente sbalordita da un curriculum di 11 anni e con esperienze nelle grossi capitali europee; ovviamente il ragazzo la gavetta l’ha fatta, e anche tanta, quello che oggi gli spetta di diritto se l’è sudato.

La mia riflessione è sempre la stessa: in Italia ci sono tanti laureati, io sono fra questi, ma diventare ingegnere era il mio sogno da bambino (in realtà volevo fare l’architetto, sono laureato in ingegneria edile – architettura), quindi la laurea non l’ho presa tanto per prenderla ma è stata la coronazione di un sogno.

Il sistema universitario italiano è vecchio, puzza di muffa, nonostante l’età dei laureati sia diminuita ( non parlo di dati ufficiali, ma è l’impressione che ho avuto frequentando l’università) dall’università usciamo (ed entriamo) troppo “vecchi” rispetto ai nostri colleghi mondiali; ad esempio in Francia o Spagna il liceo lo si completa a 18 anni, la laurea consiste in una da 3 anni, come la nostra laurea breve, ed un master che generalmente dura un anno, il risultato è che a 22 anni loro hanno finito gli studi che un italiano finisce a 26-27 di media ( io sono uscito a 24 e mezzo, ho corso abbastanza) e correggetemi, con garbo, se mi sbaglio.

Inoltre, il nostro sistema di universitario prevede pochi tirocini o esperienze concrete che nel resto del mondo sono fondamentali, vengono ben guardate dai potenziali datori di lavoro; qui in Australia ho conosciuto una coppia di francesi, ovviamente ventunenni che stavano svolgendo il loro tirocinio, il loro percorso di studi prevedeva un’esperienza professionale di qualsiasi tipo in un paese di lingua inglese e loro hanno deciso di unire l’utile al dilettevole, hanno visitato l’Australia e allo stesso tempo lavorato guadagnando un po’ di denaro e i mesi necessari per il loro tirocinio.

Quello che posso concludere è che un neolaureato italiano risulterà meno competitivo per età , esperienza pratica e forse anche di vita.

Tempo fa obiettai ad un mio professore universitario il fatto che in Italia le esperienza pratiche erano poche e che secondo il mio parere si potevano eliminare alcune materie per garantire più tirocini; la risposta che mi fu data è la seguente:

“Il periodo universitario è l’unico della tua formazione, in futuro avrai tempo di fare le tue esperienza lavorative”

Completamente sbagliato, le aziende moderne garantiscono ai propri dipendenti una formazione continua, qui in Australia (e in molte altre parti del mondo) le società investono nella formazione dei propri dipendenti, ciò permette agli stessi di poter avanzare di posizione velocemente ed anche iniziare un business in altri segmenti di mercato.

Nessuna conoscenza è assoluta, tutti devono sentirsi in grado di potersi mettere in discussione e arricchire i propri saperi.

In Italia quando inizi una professione non hai più la possibilità di cambiare, questo sarebbe un grosso rischio, se disegni case a 2 piani continuerai a disegnare case a due piani per sempre; qui se oggi disegni navi domani nessuno ti toglie la possibilità di vendere aerei, la gente a 40 anni riprende a studiare all’università perchè ha scoperto altri interessi o vuole allargare i propri settori di investimento!

La realtà è che in Italia a molti signori ciò va bene, a 25-26 anni tu devi iniziare il tuo calvario tra uno stage e l’altro, non beccare un soldo e pertanto non essere considerato come un professionista, la formazione non ti sarà garantita, perchè ovviamente chi investe su uno che fra 6 mesi verrà mandato via?!

Ora eccomi qua in Australia a saltare da una porta all’altra a chiedere di poter iniziare la mia vita professionale, a 28 anni, dopo che l’unico lusso che mi sono preso è stato l’anno scorso, il mio “gap year” che i tedeschi prendono a 19 anni, i francesi a 23 e gli italiani che se lo prendono lo fanno a 26-27!

Il risultato è: se lo avessi saputo prima, invece di realizzare il mio sogno da ingegnere, avrei fatto l’idraulico e comunque non è mai troppo tardi!

20 thoughts on “Se avessi fatto …

  1. dozeq scrive:

    io credo di partire il prossimo luglio per l’australia. non vedo l’ora di imparare a fare tutti quei lavori, a sporcarmi un po’ le mani, anche se non ho 20 anni ma 28. bel post

    • Credo che imparare a fare un lavoro manuale e accostare lo studio universitario ai lavoretti, dovrebbe essere normale. E’ incredibile arrivare a 28 anni senza aver fatto neanche il cameriere. Come avete passato le vostre estati? L’idraulico, l’animatore nei villaggi, il bar man, il pasticcere, l’istruttore sportivo, si possono imparare a fare anche in Italia.
      Il lavoro è sacro e insegna sempre…gli australiani cominciano a lavorare a 16 mentre sono ancora scuola, vanno a friggere patatine da mc Donald anche se vengono da famiglie benestanti!
      Abbiamo davvero bisogno di cambiare mentalità!

      • giuseppelop scrive:

        Grazie per l’intervento. Sono d’accordissimo che bisogna cambiare rotta in Italia, i ragazzi devono essere sempre meno “bamboccioni”, io apprezzo molto quello che fanno i tedeschi che a 19 anni, appena finito il liceo si prendono il loro sabbatico prima di iniziare l’Università questo non aiuta solamente loro, ciò ha un grosso impatto sociale sulla nazione intera!
        Io stesso all’epoca non ho mai valutato di fare un’esperienza del genere, e non ero l’unico e oggi non è molto diverso. Quanti diciannovenni italiani ci sono confrontati con tedeschi o francesi qui in Australia?

        In Italia tanti ragazzi imparano un lavoro alternativo, i camerieri in Italia sono tutti studenti, stesso discorso vale per altre professione nell’hospitality e turismo; persino io che non avevo chissà quante esperienze ho montato tende da sole, aiutato mio padre nel suo autosalone e venduto CD ma solo alle scuole superiori, all’Università era quasi impossibile far combaciare le due cose, gli esami erano asfissianti, solo in Erasmus ho potuto riprendere, lì organizzavo feste studentesche, se avessi lavorato non mi sarei laureato a 24 anni sicuramente! Il problema sta nel rendere l’Università più legata all’esperienza pratica e professionale, no solo alla teoria che in realtà tutela solo certe figure (baroni con 3 o 4 cattedre)!
        Quindi non credo che in questo caso i sedicenni australiani siano meglio dei sedicenni italiani.

  2. cesco scrive:

    ho scoperto il tuo blog ora! leggendo il tuo articolo ho provato le tue stesse sensazioni!!
    Son laureato in Architettura… ho fatto vari tirocini in spagna e italia ma ora non ho lavoro! ma possibile che anche in Australia sia così difficile emergere?
    Stavo pensando proprio all’ Australia come tappa per emigrare… ma mi stai facendo venire dei dubbi!
    possibile che sia così dura anche lì ?
    dammi una speranza!!

  3. gogoyubari88 scrive:

    bel post🙂 ho visto anche il video.. io sono una di quelle persone che ha studiato in inghilterra, un po’ tardi, ma ho sto finendo proprio in questi giorni una specialistica a 24 anni. Ho studiato all’estero perchè mi sono resa conto di quello che tu hai capito ora: studiare si, ma non fino ai 26 anni (se avessi studiato in italia avrei finito a quell’età la specialistica). Bisogna iniziare il prima possibile.🙂 Ora però, con tutto lo studio tra le mani, torno in Italia. Sto cercando gli stage per farmi sfruttare, gli stessi che hai nominato tu… perchè da qualche parte bisogna pur iniziare.. 30 domande, 30 cv, 11 no, 19 mai ricevuto risposta. Aspetto fino a settembre, mi godo l’estate, la casa dei miei nello splendido sud, il cibo. E poi, tanti saluti e vai di working hoildays. Non so ancora se in australia o in altri posti, ho troppa paura dei ragnoni =P

  4. Mad Mat scrive:

    Architetto urbanista. Laureato nel 2006, un po’ tardi per la mia età, ma ancora nella media per un Architetto. Ho master di secondo livello, parlo tre lingue e non sono proprio uno sfigato…
    Da allora solo lavoro temporaneo, ritenuta d’acconto, a progetto etc. E per di più sempre a fare le stesse cose come se ci si fosse fermati al 1930. Nessuna innovazione, nessuna volontà di cambiare etc etc.
    Ma in questo campo comandano i “baroni” e se non ti fai raccomandare o consci qualcuno o hai il papi con lo studio sei spacciato.
    Ed ora, dopo anni di “nulla”, senza essere riuscito a costruire davvero qualcosa, pensare di emigrare non è proprio facile, considerato che ho ben superato i 30 ormai…e faccio tutt’altro, combattendo ogni giorno con la depressione e la sensazione di essere praticamente un fallito per il resto della vita.
    Andatevene, voi che siete ancora abbastanza giovani da avere la forza di farlo! E poi tornate fra 20 anni magari, sicuri di aver fatto la scelta giusta!

  5. ieri ho fatto una maxi intervista a 5 giovani australiani sotto i 26 anni a proposito di studio e inserimento nel mondo del lavoro.
    sembra banale,ma credo che quello che rende scomodo lavorare per un giovane italiano che studia sono: i compiti a casa e il fatto di andare a scuola il sabato(in oz non si danno compiti per il giorno dopo e nn si interroga!!) e per gli universitari il sistema a esamificio che e’ deleterio… appena pubblico l’articolo vi mando il link…mi hai dato uno spunto interessante!

  6. Er patrizio scrive:

    Scusate ma secondo voi non dipende tutto dalla macroeconomia?

    Cioè in AU sono 25 milioni (per dire in Italia siamo 60 su un territorio che sarà 1/100) su un territorio immenso,pieno di risorse naturali,turismo ed immigrazione(grande business):cioè ci sarebbe da vivere di rendita!!

    Inoltre mentalità anglosassone a cercare di contenere sprechi vari.

    Poi i loro graduate li vorrei vedere all’opera in Europa,la competitiva Europa o in USA.
    Senza compiti a casa e senza sabato,ma che istruzione hanno?
    Scadente,però vivono in uno stato ricchissimo…cioè ben poco merito e molta fortuna.

    All’autore del post dico di non deprimersi affatto,e che anche in Europa avrebbe potuto fare esperienza,vedi Germania Svizzera o Austria.

    Questa è la mia opinione,certo con un lavoro manuale t’inserisci subito nel mercato del lavoro,ma bisogna anche saperlo fare bene ed avere la capacità di mettersi in proprio,per fare i veri soldi.

    • giuseppelop scrive:

      grazie per aver visitato e commentato, oltre all’articolo su italians in fuga, anche il mio blog.
      Avrei solo una curiosità, oltre all’Italia, in quali altre nazioni hai vissuto?
      Ogni qual volta affronto un viaggio in un’altra nazione, mi piace raccogliere testimonianze di persone che hanno vissuto lì; quindi le informazioni le ricerco oltre che da internet anche da persone che ho incontrato di persona o nel mondo virtuale per poi verificare direttamente sul posto quello che mi è stato raccontato, considerando il fatto che ognuno ha una percezione diversa dei luoghi quindi tutto è soggettivo.

      • Er patrizio scrive:

        A Londra,meritocrazia alle stelle e competizione ai massimi livelli.

        Tante soddisfazioni ma solo per chi è veramente BRAVO e SQUALO.

  7. Renato scrive:

    Bellissimo post! Sono un ingegnere informatico tuo coetaneo, sono emigrato in Svezia perchè davvero esasperato di quest’Italia per vecchi. L’emigrazione purtroppo è l’unico modo che abbiamo per iniziare a vivere una vita normale. In futuro vorrei farmi un giro in Nuova Zelanda o Australia, sono molto curioso di vedere come si vive lì:)

  8. Marco scrive:

    è tardi? dalle date dei post vedo che è passato quasi un anno! Sono Marco, ho scoperto ora questo blog perché sto seriamente progettando di andare e rimanerci in Australia. Voglio vedermi lì ed esclamare davanti al mare la celebre frase “adoro i piani ben riusciti”.Anche io ho una triennale in ingegneria gestionale (dal greco gestionos che vuol dire Finto):-) . M nagghia scè da qua ca no ste nind! sarei disposto a studiare molto lì se la laurea non dovesse essere riconosciuta.
    Spero che tu riprenda a postare e a darci qualche consiglio.
    ciaoo

    • giuseppelop scrive:

      Infine ho deciso a postare ancora… consigli non sono bravo a darli e poi ogni storia e differente dalle altre; una cosa mi sento di dire: non partire dall’Italia se la tua unica ragione è quella di scappare; ne rimarrai deluso! Immergiti in una nuova esperienza ed impara da quello che ti capita!

  9. lorenzo scrive:

    waglia…d altamur sind?

      • lorenzo scrive:

        Ciao, sono un tuo paesano, attualmente mi trovo ad Altamura city,
        ho letto un po ,mi fa piacere leggere le tue esperienze, anch’io sto cercando di venire a lavorare fuori, esattamente in Au, ma purtroppo ho preso una fregatura (truffa) ,e mi torvo ancora quì di più non posso dirti, magari in privato, ciao e fammi sapere

      • giuseppelop scrive:

        Io non vivo piu’ in Australia, ora sono in nuova zelanda e lavoro/studio all’Universita’, mi occupo di ingegneria sismica! L’Australia dal punto di vista professionale non e’ stata molto fortunata per me, diversamente in nuova zelanda e’ andata molto ma molto meglio!

  10. Luca scrive:

    Bellissimo post!
    Quel che non mi e’ chiaro e’ come venga valutata la laurea in ingegneria edile in Australia.
    Io sono ing. edile da 10 anni, ne ho 39 adesso e sto cercando disperatamente di spostarmi in Australia con mia moglie, dopo esserci gia’ stato qualche mese fa.
    La laurea viene vista come ingegneria, o come architettura? Esattamente quale e’ la traduzione inglese del titolo riconosciuto?
    E come ci si muove per la ricerca di lavoro in qs settore?
    Consigli?
    PS: anche io se dovessi rinascere, farei l’idraulico. Lavoro in una ditta di materiali per edilizia e termoidraulica, e i nostri clienti (idraulici impiantisti) fatturano 50 volte quel che guadagno io come ingegnere.🙂

    • giuseppelop scrive:

      In realta’ non so risponderti alla tua domanda, l’unica cosa che ti posso consigliare e’ contattare Engineers Australia, io l’ho fatta: il riconoscimento del titolo avviene oltre che attraverso al riconoscimento del titolo di studio ma anche e soprattutto attraverso il riconoscimento dell’esperienza professionale; infatti ti chiedono un report di 3 esperienze di lavoro (inteso come progetto) in modo da poter valutare che tipo di ingegneria a cui appartieni. Sul sito Engineers Australia, trovi piu’ informazioni; a titolo di informazione, per l”assessment” Engineers Australia richiede l’esame IELTS, una serie di documenti (certificato di laurea, esami sostenuti, referenze, iscrizioni ad altri albi professionali); quindi se sei interessato cerca di raccogliere tutti i documenti richiesti nel sito e segui tutto l’iter da loro richiesto.
      ciao

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