A che bello o’ caffè…

… anche in Australia o sanno fa’!

Nell’articolo odierno mi sono permesso di parafrasare le rime del più grande poeta della musica italiana, il grande Fabrizio de Andrè!

Dopo la qualifica di barista “professionista” ricevuta di recente oggi vi insegno a fare i caffè in Australia, svelando segreti e trucchi del mestiere.

E’ appurato che il caffè italiano sia ben rinomato nel mondo e che gli italiani siano molto esigenti a riguardo. Ricordo il caffè del tardo pomeriggio con i miei amici, si faceva a gara per il caffè più originale: “Per me un espresso leggermente macchiato”, “per me un caffè shakerato” … e poi “espresso”, “macchiato”, “espressino”…

Diciamolo, noi italiani siamo un po’ “fissati” quando andiamo al bar a chiedere un caffè… però vi assicuro, gli australiani lo sono ancora di più!

Il nome dei caffè australiani si possono leggere come una somma di componenti del tipo: “Skim Long Mac Top Tap”, o “Long Black with a dash of Milk”, oppure ancora “Mug Cappuccino Extra Hot” o persino ” Decaf Soy Flat White Large No sugar” e molto altro ancora.

Per interpretarli bisogna conoscere il caffè di base e poi le varianti. Le varianti possono riguardare il tipo di latte, la sua temperatura, le dimensioni del bicchiere, ecc…

Ora vi spiego come fare il caffè australiano, iniziamo con il classico:

Short Black:

Tradotto letteralmente in italiano significa “Nero corto”; è il classico espresso; non è così richiestissimo come in Italia, io ne faccio 5 o 6 al giorno di cui 4 o 5 ad italiani di passaggio. Non ci crederete ma il suo costo si aggira attorno ai 3 dollari, circa 2 euro e cinquanta.

Varianti:

“Espresso with a bit of hot water”: caffè allungato

“Espresso with double shot”: Caffè doppio. In questo caso vi tocca pagare l’extra shot (dose extra) che va dai 50 centesimi al dollaro.

Long Black

Il famoso caffè americano, una dose di caffè più quasi mezzo litro di acqua bollente, una schifezza (secondo me)

Anche qui abbiamo delle varianti:

Lonk Black “with a dash of milk” o “with milk on the side”: caffè americano appena macchiato con un po’ di latte oppure con il latte a parte da versare a seconda dei gusti del cliente.

NOTA. In qualche caso ti può essere chiesto di fare il Long Black “weak” (debole) ovvero meno forte, in questo caso sta a te barista ridurre la dose di caffè.

Short Mac 

O anche Short Macchiato, è il nostro espresso macchiato, gli australiani lo preferiscono nel bicchiere di vetro, c’è chi te lo chiede con il doppio shot perché lo vuole “strong” (forte) e chi si accontenta del “single shot”

Long Mac

Lungo macchiato, un’invenzione australiana (io non ricordo un corrispettivo italiano) vi dirò di più ce ne sono anche di due tipi: traditional e top-tap.

Il Tradizional, è un caffè macchiato con doppio shot con un po’ di latte e un po’ di crema di latte servito in un bicchiere di vetro di dimensioni medie.

Il Top-tap si differenzia dal traditional dal fatto di riempire il bicchiere di latte fino all’orlo, lasciando con un po’ di cremina

Flat White

Non è altro che un caffè latte versato in una tazza da cappuccino, è il preferito dagli australiani, “flat” che in italiano significa piatto, si riferisce al fatto che la superficie del caffè deve deve essere piatta e quindi la crema di latte deve essere leggerissima.

Variante: “very flat”: in questo caso il cliente non vuole assolutamente crema.

Cappuccino

In questo caso l’australiano ha lasciato intatta la ricetta originale italiana; l’unico appunto, il cappuccino in Australia viene sempre servito con il cacao, da me ricordo che te lo mettono solo su richiesta.

Latte

Il caffè latte, non è diverso tanto dal sopracitato flat white, in questo caso il caffè viene servito in un bicchiere di vetro più grande di quello del “long mac”, ci si mette un solo shot e la crema deve essere leggerissima. E’ abbastanza diffuso tra gli australiani.

Questi sono i caffè di base degli australiani poi iniziano le varianti.

Prima cosa, quasi il 70% degli australiani il caffè lo prende “take away” (da portare) con la possibilità di scegliere tre dimensioni: “Small”, “Medium” o “Large”; vi dirò di più, molta gente preferisce berlo in questi contenitori di carta anche se sono sedute ore e ore al tavolo.

Altra variante, il tipo di latte: “Full cream milk” (latte intero), “Hi-lo milk” (latte parzialmente scremato), “Skim milk” (latte scremato) rd infine “Soy Milk” (latte di soia).

Per coloro che non possono assumere caffeina c’ il “Decaf” meglio conosciuto come decaffeinato.

Gli australiani hanno preferenze anche sulla temperatura, generalmente lo preferiscono “hot”, bollente ma spesso le nonnine lo chiedono “extra hot” in modo che possano gustarselo per ore ed ore. In questo caso è mia cura fare in modo che il caffè sia abbastanza bollente da poter scottare loro la lingua in modo tale che non possano poi parlare e lamentarsi.

In conclusione questo è quello che vi serve sapere se siete chiamati ad una prova in una caffetteria, per ulteriori informazioni riguardanti i caffè australiani non esitate a contattarmi.

Buon caffè!

7 thoughts on “A che bello o’ caffè…

  1. ciao, stavo cercando la tua email ma non la trovo… sono una studentessa di ingegneria quasi laureata (e mamma) che tra i suoi sogni nel cassetto ha quello di trasferirsi in Australia… vorrei farti un’intervista per scrivere un post sull’espatrio.. se ti va scrivimi un’email! ciao ciao e complimenti per la tua scelta! hai fatto proprio bene!😉 ingegnere in??

  2. domenico scrive:

    Articolo molto interessante di sicuro non sempre i soliti consigli triti e ritriti grazie per lo spunto.

  3. Riccardo scrive:

    Ciao…
    Ma questa pagina è spettacolare!
    C’è veramente quello che cercavo, fantastico ti ringrazio molto, ma vorrei chiederti un’altra cosa e spero ti possa aiutarmi…
    Ho quasi 27 anni e da 6 lavoro in caffettiera so gestire una postazione, faccio formazione per stagisti, sono anche barman acrobatico insomma ho la mia esperienza… Non parlo troppo bene l’inglese ma mi sto attrezzando… Dalla tua esperienza che possibilità ho di trovare uno sponsor? Infatti per lasciare il lavoro qui e intraprendere questa avventura vorrei farlo con uno sponsor visa… E in più che tu sappia è possibile avere una sponsorizzazione senza IELTS? Ti ringrazio in anticipo un saluto

    • giuseppelop scrive:

      Ciao,

      la tua e’ una domanda molto difficile. In Australia in 2 anni ho visto dsi tutti, baristi bravissimi prendere giustamente lo sponsor, persone senza esperienza che lavorando duramente sono riusciti anche loro a prendere lo sponsor; ma questa percentuale, sempre in base alla mia esperienza, era molto bassa rispetto a chi non ce l’ha fatta ad ottenere un visto piu’ lungo. Le leggi poi cambiano ogni anno e sembrerebbero complicare ogni volta di piu’ l’immigrazione straniera. Pertanto rimango dell’idea che dovresti provare tutto sulla tua pelle e farti una tua idea ed evitare i sentito dire; ogni storia e’ diversa dall’altra.

      Per quanto riguarda l’IELTS, sono abbastanza convinto che per ottenere una sponsorizzazione nel campo dell’hospitality l’IELTS e’ obbligatorio.

      In bocca a lupo

      Giuseppe

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